Aggiungere vita agli anni: a Udine un dialogo sulla società longeva
Sabato 28 marzo, nella cornice di Palazzo Antonini, Sala Gusmani, dell’Università di Udine, si è svolto il convegno «Le trasformazioni della longevità: come cambiano la società e il nostro modo di vivere», un appuntamento aperto alla cittadinanza e dedicato a un tema che riguarda ogni generazione.
L’incontro si inserisce nel Tema di Studio Nazionale Lions 2025-2026 «Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani» e ha proposto una lettura ampia e inclusiva: la longevità non è una questione che riguarda solo gli anziani, ma una trasformazione che ridefinisce tempi di vita, salute, lavoro, abitare, relazioni, cultura, servizi e comunità.
Come emerso nella presentazione introduttiva, vivere più a lungo significa ripensare l’organizzazione dei diversi ambiti del contesto sociale. La società longeva chiede nuove risposte, nuove reti e una capacità condivisa di accompagnare i cambiamenti senza ridurli a emergenza.
Un evento Lions tra istituzioni, università e territorio
Il convegno è stato promosso dalla referente distrettuale del tema di studio Alba Rosa Montanari e dal referente multidistrettuale Renzo Taffarello. L’organizzazione, curata dalla PDG Nerina Fabbro, è stata sostenuta dai Lions Club Alpe Adria Wellbeing, capofila dell’iniziativa, Lignano Sabbiadoro, Udine Duomo, Tre Venezie Symposium e Gorizia Host.
La partecipazione istituzionale ha confermato il rilievo pubblico del tema: erano presenti il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, il Governatore del Distretto Lions 108 TA2 Paolo Pacorig, i referenti dei gruppi di lavoro e un pubblico numeroso, eterogeneo e composto in larga parte anche da non soci.
Il messaggio centrale: la longevità può diventare una risorsa oppure un fattore di fragilità, a seconda di come la società sceglie di accompagnarla. Non basta aggiungere anni alla vita: occorre fare in modo che siano anni pieni, autonomi, inclusivi e significativi.
Dalla riflessione scientifica alle proposte operative
La mattinata ha alternato contributi accademici e istituzionali a momenti di confronto operativo. Sono stati affrontati temi come genetica e longevità con il professor Giuseppe Damante, dimensione psichica e depressione con il professor Marco Colizzi, etica con il filosofo-teologo Renato Pilutti, apprendimento permanente con Giuseppina Raso, Presidente dell’Università delle LiberEtà, e housing sociale con il consigliere regionale Moreno Lirutti.
Nella seconda parte sono state presentate le schede-progetto elaborate dai sottogruppi Lions, con un dialogo conclusivo con il pubblico. Il contributo Lions si è così collocato come ponte tra visione e azione: professionisti e competenze diverse hanno lavorato insieme per individuare criticità e proporre linee di intervento concrete.
I pilastri di una società longeva
Dal paper riassuntivo consegnato alle istituzioni emerge un paradigma costruito su ambiti chiave e interconnessi: salute e benessere, relazioni, lavoro e transizioni, fiscalità e previdenza, abitare, cultura e tecnologia, turismo. L’obiettivo è passare dall’idea di invecchiamento a quella di longevità attiva, sostenuta da reti, servizi, comunità e nuove alfabetizzazioni.
Le proposte in sette punti
- Salute bio-psico-sociale: prevenzione, stili di vita, contrasto a fragilità e declino cognitivo.
- Contrasto alla solitudine: reti relazionali, luoghi di incontro e partecipazione.
- Lavoro e occupazione: modelli flessibili, tutoraggio e staffette generazionali.
- Fiscalità e previdenza: sostenibilità, equità e attenzione alle disuguaglianze.
- Cultura e tecnologie: digitale come opportunità da governare con formazione permanente.
- Abitare e housing: domiciliarità, prossimità e integrazione socio-sanitaria.
- Turismo e longevità attiva: benessere, accessibilità, sostenibilità e destagionalizzazione.
Un percorso che deve continuare
Il convegno di Udine ha rappresentato insieme un momento di confronto e un punto di partenza. La longevità è una trasformazione già in atto e richiede risposte coordinate tra istituzioni, università e società civile. In questo percorso, il lavoro dei team Lions mira a far crescere una cultura condivisa della «vita lunga»: non solo anni alla vita, ma vita agli anni.